2008 – L’INSEDIAMENTO DELLA VENINA

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2008 – L’INSEDIAMENTO DELLA VENINA

Le scoperte della Venina sono proseguite nell’anno successivo e sono state davvero interessanti: è venuto alla luce un importante insediamento del periodo celtico-romano.
Per quanto riguarda il primo pozzo, poiché con il livellamento del campo sarebbe andato distrutto, la Soprintendenza ha autorizzato il recupero della struttura per una eventuale ricostruzione in luogo protetto e visitabile. Il pozzo è stato consolidato ma non è stata ancora trovata una sua sistemazione definitiva.

Prelievo del pozzo n.1
Prelievo del pozzo n.1

8 pozzi

All’inizio del 2008, alla distanza di circa trecento metri dal primo pozzo, la presenza di cocciame di superficie ci ha fatto individuare un secondo pozzo e poi un terzo e via via durante gli scavi sono stati trovati nel campo ben nove pozzi.
In alcuni sono stati trovati alcuni reperti interessanti e in uno di essi è stato possibile il recupero di una graziosa anfora di terracotta completamente integra.

Acciottolati

L’azione delle ruspe ha pure posto in evidenza la presenza di numerose strisce strette e lunghe di acciottolati, compattati e di notevole spessore (dai trenta ai sessanta centimetri).
All’inizio si pensò che fossero sentieri in un ambiente acquitrinoso.
Ma in seguito, poiché l’assenza di cocciame in cotto non segnalava l’esistenza di un villaggio nonostante la presenza di tanti pozzi, si è pensato che le strisce di acciottolato siano le fondazione perimetrali di grandi capanne con pareti di tronchi e tetti di frasche.

Acciottolato con direzione Est Ovest
Acciottolato con direzione Est Ovest

La Necropoli

Il ritrovamento più interessante è stato certamente stato quello della necropoli.
In trent’anni di presenza del Gruppo Archeologico sul territorio, è la prima volta che ci siamo imbattuti in una necropoli. Finalmente abbiamo potuto segnalare alla Soprintendenza la presenza di una piccola necropoli nel campo della Venina di Isengo. nelle vicinanze della stalla della cascina.
Dopo la ricognizione e la documentazione la necropoli è andata completamente distrutta dalle opere di livellamento del campo.

La Necropoli appena individuata
La Necropoli appena individuata

La presenza dei volontari del Gruppo Aquaria è stata essenziale per la prima individuazione ed è stata anche un utile supporto ai lavori dei ricercatori della Soprintendenza.
Abbiamo potuto assistere ed in parte partecipare alla individuazione delle singole tombe ed al recupero del corredo. Siamo stati autorizzati anche all’asportazione dei manufatti in cotto di un paio di tombe, per tentare una loro ricostruzione nel nostro Museo.
La necropoli era formata da sette tombe ad incinerazione: cinque erano tombe a cassetta che avevano ancora quasi intatto il fondo mentre la parte superiore era stata negli anni divelta quasi completamente dai lavori di aratura del campo.
Una tomba invece non aveva i contorni di cotto nei quali deporre le ceneri del defunto, ma consisteva in un sottofondo formato da piccoli ciottoli tenuti insieme da un impasto di calcificazione, sul quale probabilmente era stato deposto, su una catasta di legna, il corpo del defunto poi incenerito con un grande fuoco.
Non essendoci presenza di materiale di cotto, l’individuazione di questa tomba è stata possibile solo per la presenza di terriccio nero che poteva segnalare l’effettuazione di un grande falò e successivamente dal ritrovamento di due monete, una celtica ed una romana, fuse insieme dal calore della pira.
Una particolare attenzione è stata riservata a questa tomba che venne spontaneo chiamare “La Tomba del Guerriero” considerando il tipo e la ricchezza del corredo in essa rinvenuto.
Il corredo, in parte sparso vicino alla sepoltura, era formato da un coltello o pugnale, da una lunga collana formata da grossi anelli di vetro di diverse dimensioni, da un tondo di metallo a forma di cono con un grosso foro centrale, da una bellissima armilla di vetro verdognolo, con la superficie dell’anello larga oltre tre centimetri con cinque balze degradanti, da una simpatica composizione formata da una ciotola in cotto di circa quindici centimetri di diametro con attorno a corona quattro ciotoline più piccole.
Il corredo era completato da un altro pugnale-coltello posto sul limite nord dell’avvallamento adagiato su una tavoletta di roccia.

Recupero corredi prima dei rilievi
Recupero corredi prima dei rilievi

Fuori dalla sepoltura e lontano da essa una ventina di metri, è stata trovata una lunga spada, intera ed ottimamente conservata, che probabilmente faceva ancora parte del corredo del “guerriero”. Una particolarità per noi curiosa di questa arma è che l’impugnatura non è al centro della lama ma su un lato, quasi fosse un coltellaccio od un macete.

Recupero della spada
Recupero della spada

Luglio 2008

Dopo alcuni mesi di sospensione, ripresi i lavori di livellamento del campo presso la Cascina Venina di Isengo, non sono mancate altre scoperte.
Sono venute alla luce ancora numerose strisce di massicciate di ciottoli.

La direzione dei manufatti è per la maggior parte sulla linea Sud-Nord con qualche piccola variazione di direzione.

Acciottolati lato Ovest
Acciottolati lato Ovest

Settembre 2008

Dopo una nuova interruzione nel periodo feriale, in settembre sono ripresi i lavori per il completamento del livellamento nella parte terminale a mezzogiorno del campo.
Sono stati individuati altri acciottolati, la maggior parte dei quali presentavano direzioni simili a quelli rilevati nelle ricerche precedenti. Tuttavia in questa occasione vi è stato un altro ritrovamento importante: una seconda piccola necropoli, con quattro tombe.
Interessante una piccola tomba a cappuccina, quasi intatta, le cui dimensioni facevano pensare ad una tomba ad inumazione per un bambino.

La piccola tomba cappuccina
La piccola tomba cappuccina

All’interno invece aveva un contenitore in cotto che fu prelevato con la massima cura e portato a Cremona per lo svuotamento: ma nel vaso di terracotta non vi era alcun oggetto di corredo.

Anche in questo secondo intervento i soci del Gruppo Archeologico hanno potuto dare una mano agli archeologi professionisti per la pulizia degli acciottolati e per alcuni rilevamenti semplici ed anche in tale occasione sono state scattate alcune fotografie per garantiscono, anche per noi volontari, immagini dei ritrovamenti.

Gli archeologi ed i volontari brindano dopo il ritrovamento della tomba a cappuccina
Gli archeologi ed i volontari brindano dopo il ritrovamento della tomba a cappuccina

 

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