Il Gruppo Archeologico ed il Museo Archeologico

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La nostra attività ebbe inizio nel 1978, quando venne scoperto il pozzo dell’Anguanà ed i mattoni ricurvi venivano asportati e andavano disperdendosi presso le abitazioni dei gallignanesi.

Questa dispersione dei reperti fu lo stimolo per la formazione di un Gruppo Archeologico che mantenesse memoria della scoperta con documentazione fotografica, individuazione in mappa della località e sistemazione in luogo pubblico dei mattoni asportati.

Il gruppo si formò nel 1979 e l’anno successivo fu possibile inaugurare la sede offerta dal mecenatismo della Famiglia Covi. Presso la sede vennero depositati i primi reperti e la raccolta si è man mano arricchita fino a diventare un piccolo Museo. Nel 2005 sono oltre un migliaio i reperti nel frattempo recuperati o consegnati e che fanno bella mostra nelle vetrine del Museo.

Sia il Gruppo che il Museo presero il nome da una antica città celtica scomparsa da secoli e della cui esistenza ci sono nel territorio tracce evidenti: Aquaria.

La mappa Archeologica

La continua ricerca ha consentito l’individuazione esatta sul territorio di numerosi luoghi di interesse archeologico con strutture complesse quali strade (presso la Giubilea, presso il pozzo del metano al Bosco vecchio, a sud della Madonna di Villavetere, presso il Mulino San Pietro), pozzi (cave del Bosco Vecchio, Anguanà, Serafina), pavimentazioni (Bosco Vecchio, San Germignano, Mulino San Pietro, Anguanà) che testimoniano la presenza di un antico agglomerato urbano di una certa importanza economica.

Le aree più sensibili sono state segnalate alla Soprintendenza poichè la moderna meccanizzazione agricola, le operazioni di livellamento e l’escavazione dell’argilla avrebbero potuto cancellare ogni traccia dell’attività dei popoli antichi.

Uno scavo eseguito nel 1994 nella zona del Bosco Vecchio ha documentato la presenza di una villa romana di notevoli dimensioni.
Successivamente, con le moderne strumentazioni elettromagnetiche, sono state individuate altre strutture abitative ed un complesso di fornaci.

Prospettive future: ricerche sistematiche e studio dei reperti

Forse siamo vicini all’individuazione di Aquaria, la città scomparsa.

Si spera che la ricerca sistematica possa essere fatta nei prossimi anni, in collaborazione con enti pubblici ed università.
Per ora si possono ammirare i numerosi reperti recuperati ed esposti nel Museo Aquaria di Gallignano e nella mostra esemplificativa del Museo della Rocca di Soncino. Sono un’attrattiva per turisti e scolaresche, possono essere una ricca miniera di studio per universitari e ricercatori.

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